GAME OVER

06.03.2015 00:56

La cosa più preziosa che ho imparato a conoscere e ad apprezzare nell'ultimo anno e qualcosa della mia vita, è quella che chiamerei "indipendenza di pensiero e di sensazione". Di riflesso, da un anno e qualcosa, il mio più grande terrore è quello di poter un giorno vedere tale sicurezza vacillare.
E poi quel giorno arriva, e poi di colpo il buio. Lo stress è doppio: non solo ciò che ti accade, ma soprattutto, più del fatto in sé, ciò che ti ammazza è l'ansia nel constatare che ti stia effettivamente accadendo. E' un po' come vomitare l'anima dopo il cenone di Natale e ritrovarsi, al mattino seguente, di colpo di fronte allo stesso menu, legato e imboccato. E allora mi chiedo: ma cazzo, proprio non non ci si può ribellare?

E poi sempre quelle solite storie. Ciò che senti e che non dici perchè non va bene. Ciò che dici e che non pensi perchè è giusto che sia così. Ciò che ti prometti e poi non mantieni, ciò che fai e che poi non conviene, ciò che non fai e poi lo rimpiangi. 

Sempre sto fatto che ciò che più pare giusto oggi, sia sistematicamente un autogol in prospettiva. Stucchevole verità di cui sei al corrente, ma che ogni volta ti rifiuti di accettare, perchè chissà per quale motivo l'istinto ti condanna a pensare che possa essere diverso, e poi diverso non sarà. Inutili consapevolezze conquistate con lotte interiori e lavori su te stesso che manco Robbespier, inutili rivoluzioni che poi un giorno, tutto a un tratto, tradisci con i fatti. 

Fiumi e fiumi di parole gettate al vento, con questo dono nel saper vivere le cose col senno di poi già da prima che sia poi. Che all'inizio per carità, magari è anche veramente un dono... solo che poi diventa maledizione. 

Sto risvegliarsi dal letargo non previsto e sopratutto non richiesto... ma possibile veramente che sia proprio così inevitabile che quelle 4-5 volte nell'arco di una vita tutto ciò debba per forza accadere? San Gennà e k tarantell.

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